La poesia e il sacro dello sguardo
Laura Garavaglia traduce Choi Dongho
Nel panorama della poesia coreana contemporanea, Choi Dongho occupa una posizione singolare: non solo come poeta, ma come pensatore della poesia. “Radiant Life Today, Vita Radiosa, Oggi” non è una semplice raccolta lirica, bensì un libro-orbita, attraversato da una tensione metafisica che non si risolve mai in dottrina. Qui la poesia non spiega il Tao: lo fa accadere. Il titolo stesso, tratto da antiche scritture buddhiste, indica una radicale sospensione del tempo lineare: passato e futuro collassano nel presente, che diventa l’unico luogo dell’esperienza poetica, il luogo dove si “cerca l’occhio della poesia”. Tutto questo in una concentrazione temporale che si traduce in testi brevi, spesso di quattro versi, dove ogni immagine è portata alla massima densità simbolica, in una tensione dove nulla è decorativo, nulla è accessorio. Ogni elemento — la pietra, il vento, la luce, il silenzio — agisce come soglia.
Choi Dongho lavora su una poesia dell’attraversamento. La luce, che ricorre ossessivamente, non è metafora consolatoria ma principio ontologico: ciò che resta quando il linguaggio rinuncia alla volontà di dominio. In testi come A Skull Bowl Well (“Un teschio a forma di ciotola”) o True Teaching (“Il vero insegnamento”), il gesto poetico coincide con un atto di svuotamento radicale: solo quando anche “il fetore di sangue di un sogno” viene cancellato, può emergere il cielo azzurro con le nuvole bianche. La poesia diventa allora luogo di purificazione, non morale ma percettiva. È qui che la dimensione buddhista dell’opera si distingue nettamente da ogni spiritualismo generico. Choi non cerca l’elevazione, bensì l’esattezza. Il sacro non è altrove: è nella postura dello sguardo. Anche quando il registro si fa narrativo o ironico — come nei testi dedicati al poeta fantasma, al mendicante errante, al musicista di strada — la poesia mantiene una disciplina ferrea, quasi ascetica. Ogni verso sembra chiedersi se abbia davvero diritto di esistere.
La traduzione italiana di Laura Garavaglia restituisce con sobrietà questa tensione, evitando sia l’enfasi mistica sia l’appiattimento esotico. Il risultato è un libro che non chiede di essere “capito”, ma abitato. Vita Radiosa, Oggi non offre risposte: offre un’esperienza di presenza. In un’epoca di sovrapproduzione poetica e di linguaggi esausti, Choi Dongho ricorda che la poesia, prima di essere parola, è un evento di luce — raro, necessario, irriducibile. Unico.
Choi Dongho
Radiant Life, Today
Vita Radiosa, Oggi
IQdB, Sannicola (LE)
Vincenzo Guarracino
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