Il Battito Silenzioso di un Tigre: La Corea del Sud vista con i miei occhi

Il Battito Silenzioso di un Tigre: La Corea del Sud vista con i miei occhi

Da cinque anni ho l’occasione di partecipare a un Festival Internazionale di Poesia in Corea del Sud, il KS & KC International Literary Festival and Prize. La Corea è un Paese fino ad oggi poco conosciuto per quanto riguarda la letteratura, molto di più per fenomeni di cultura di massa come il K Pop, dove giovanissimi Idol si esibiscono in coreografi tra conto e ballo (ci sono agenzie che selezionano e seguono il percorso dei talenti più promettenti, supportando economicamente queste band, come i BTS e le Black Pink). In occidente sono molto seguiti dai giovani. E oltre K – Pop, anche il cinema e i Drama sono oggi molto seguiti anche in Europa.

Ho avuto modo di percorrere la K Star Road, dove le coloratissime dolls che rappresentano i vari gruppi K – Pop si susseguono lungo la strada, che è anche la zona dei negozi delle marche di abiti, scarpe, borse più lussuose.

Anche il “bel canto” è un fenomeno che orami da anni coinvolge molti cantanti lirici coreani, che spiccano per la loro bravura e sono spesso seguiti da insegnanti italiani.

Seoul è una città modernissima, dove grattacieli dalle forme avveniristiche si susseguono nelle zone più eleganti e centrali della città come lungo l’arteria (e il quartiere) di  Gangnam – Daero.

Ovunque negozi e cliniche per la skin care, ristoranti che offrono specialità locali (anche la cucina coreana ha oggi in Europa sempre più successo, perché ricca di piatti gustosi).

Una costruzione da non perdere è il Museo d’Arte Moderna, progettato dall’archistar Zaha Adid.

La Seoul moderna, con i palazzi alti decine di paini, fanno un gradevole contrasto con i templi buddisti, creando un’atmosfera che ben denota la capacità di questo Paese, tra i primi al mondo per l’industria tecnologica, di   armonizzare passato e presente.

Il passato lo si può immaginare (anche se oggi masse di turisti sempre di più affollano questi luoghi), visitando i cinque Palazzi Reali, come   il Palazzo Gyeongbokgung (경복궁), il più grande e iconico dei cinque palazzi, costruito nel 1395. Era la residenza principale dei re e il centro del potere. Ogni giorno si può assistere alla Cerimonia del Cambio della Guardia che si svolge davanti al cancello principale, Gwanghwamun.

Altro palazzo da non perdere è il   Palazzo Changdeokgung (창덕궁), Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, noto per essere stato il preferito da molti re. È famoso per il suo splendido Huwon (후원), o “Giardino Segreto”, che richiede una prenotazione separata per la visita.

Altri palazzi da visitare sono il Palazzo Changgyeonggung (창경궁), costruito originariamente come residenza per le regine vedove, il Palazzo Deoksugung (덕수궁), unico per la sua combinazione di architettura tradizionale coreana e occidentale  è anch’esso famoso per il “Cambio della Guardia”, il Palazzo Gyeonghuigung (경희궁), storicamente molto grande, anche se oggi è stato ricostruito solo in parte a causa delle guerre e dell’urbanizzazione

Anche i templi buddisti offrono un significativo esempio di come i coreani abbiano saputo mantenere viva la l’architettura religiosa, testimonianza del loro passato.

Un esempio è il Tempio Jogyesa (조계사), il Cuore del Buddismo Urbano, che si trova nel cuore di Jongno, nel centro di Seoul, molto vicino al quartiere di Insadong.   È il tempio principale dell’Ordine Jogye, la più grande denominazione buddista coreana, ed è considerato il centro del Buddismo coreano. È famoso per i suoi alberi maestosi, in particolare un antico Pino Bianco (Baeksong) e un Albero Pagoda, e per le lanterne colorate che lo adornano tutto l’anno, specialmente durante il Festival delle Lanterne di Loto per il compleanno di Buddha.

Mi ha colpito la grande quantità di foglietti appesi ai piedi di una statua di Budda nel giardino fiorito: sono preghiere che i genitori degli studenti o gli studenti stessi fanno perché i loro figli possano superare i severi esami che danno accesso alle migliori università coreane, come la Korea University. Anche il Tempio Bongeunsa (봉은사) offre un esempio di suggestivo contrasto tra ieri e oggi della storia coreana;  è a Gangnam, di fronte al moderno COEX Mall e la Torre ASEM. Fondato nel 794 durante il regno di Silla, ha avuto un ruolo fondamentale nella rinascita del Buddismo durante la dinastia Joseon.

Ospita una magnifica statua in pietra del Buddha Maitreya alta 23 metri e offre spesso programmi di Templestay (soggiorno in tempio) o programmi di breve durata in inglese. Quest’anno ho potuto assister a una bellissima cerimonia , con i fedeli in abiti tradizionali che sfilavano reggendo stendardi colorati, su cui ciascuno aveva scritto la propria preghiera a Buddha.

Ho avuto anche l’occasione di visitare un tempio nei sobborghi della città, il Tempio Jinkwansa, interamente gestito da monache: ci hanno offerto tè e un bruciatore d’incenso in ceramica stile Celadon Coreano, dal colore verde-grigio pallido e dalla lucentezza traslucida dello smalto, che distinguono questo tipo di ceramica, che ebbe il suo apice durante la dinastia Goryeo (918-1392). Un’esperienza di Templestay in questo luogo mi sarebbe piaciuta, peccato non avere avuto tempo.

Molto altro c’è da vedere a Seoul: per esempio al sopra citato COEX Mall, la biblioteca Starfield, un esempio di come un’ampia zona commerciale possa offrire un verso e proprio tempio di libri in coreano di tutte le letterature del mondo, vere e proprie torri fatte di scaffali pieni di libri. Vale la pena di fermarsi a bere qualcosa e curiosare tra i vari argomenti che gli scaffali offrono.

A Changwon, dove si svolge parte del Festival legato anche a un importante premio letterario, la poesia è celebrata in tutta la sua potenza nella sede del giardino dell’antica abitazione e al museo dedicato al grande poeta Kim Dal – Jin, noto per aver tradotto gran part dei maestri dell’antica poesia cinese in coreano, mentre a Suwon, dove si erge l’imponente fortezza di Hwaseong del XVIII scolo, si trova anche una “Strada della Poesia”, dove vengono affisse le poesie dei poeti ch ogni anno partecipano al Festival. A Suwon ho assistito anche a un rito sciamanico, poiché questa arcaica forma di sacralità è ancora presente in Corea del Sud.

Queste brevi note e impressioni sulla Corea naturalmente non esauriscono il patrimonio culturale del Paese. Basti pensare ai petroglifi di Bangudae, nel sud del Paese vicino alla citta di Ulsan, incisioni che risalgono al periodo Neolitico (circa 7.000 anni fa) e sono considerate uno dei più antichi e significativi esempi di arte rupestre in Asia. E poi ci sono parchi meravigliosi da visitare e dove trovare pace, escursioni sulle montagne, visite alle isole, in particolare all’ Isola di Jeju (Jeju-do), la più famosa e popolare, spesso chiamata “l’Hawaii della Corea”. È un’isola vulcanica con una natura spettacolare e molte attrazioni,  come il Monte Hallasan, Il vulcano spento e la vetta più alta della Corea del Sud, con bellissimi sentieri escursionistici, il Seongsan Ilchulbong (Sunrise Peak), un cono di tufo vulcanico patrimonio mondiale dell’UNESCO, la Grotta di Manjanggul, uno dei tunnel di lava più lunghi del mondo aperto al pubblico, l “Donne del mare” (Haenyeo),  famose sommozzatrici che raccolgono frutti di mare senza attrezzatura subacquea (si possono vedere spesso vicino a Seongsan Ilchulbong).

Queste sono mie impressioni, ampliate con brevi notizie sui luoghi  che ho visitato, che possono servire a chi volesse scoprire questo Paese che solo da pochi anni è diventato meta di interesse per i turisti occidentali. Ma in Corea c’è molto altro da scoprire e il mio augurio per il popolo coreano è che si possa riunificare questo Paese il cui popolo tanto ha sofferto durante la sua lunga storia. Ma quello della storia del popolo coreano è un altro aspetto interessante e imprescindibile per chi voglia approfondire la conoscenza di questo incredibile Paese.