Numeri e stelle
opere di Daniela Gatti
La singolarità di questo nuovo libro di Laura Garavaglia è che si tratta di biografie di matematici, raccontate attraverso la loro scoperta fondamentale. In Italia è quasi del tutto inusuale che un poeta dedichi i suoi versi alle invenzioni matematiche. Ma in forma di ritratti in cui si evince che la vita è determinata dai numeri. Garavaglia aveva già sperimentato i versi matematici nel precedente libro La simmetria del gheriglio (stampa, 2013), in cui l’apprezzamento delle scienze matematiche si manteneva sul generico, anche alcune poesie ne usufruivano positivamente. In questa nuova raccolta la successione di ritratti incuriosisce per la temerarietà dell’autrice, che avrebbe potuto facilmente scadere nella banalità cronachistica delle rassegne. Invece Laura Garavaglia riesce a mantenere il ritmo adeguato alla difficoltà del pensiero che elabora un evento storico. Inoltre il cenno biografico sugli scienziati che si susseguono, incorniciati in lingua italiana e nelle traduzioni nelle lingue inglese, rumeno, spagnolo. Per citare qualche matematico: si parte con Archimede (“ogni volume custodito/ nella perfezione del cubo”), e via via appaiono molti altri: Al -Khwarizmi, Fibonacci, Cartesio,Carl Friedrich Gauss, Evariste Galois, Georg Cantor, Bernard Riemann, David Hilbert e Herman Minkowski, Srinivasa Ramanujan, e Alan Touring.
La lingua è semplice, evocativa, razionale. La ragione si sposa però bene con il desiderio. La matematica incontra la letteratura. Ne sortisce un amalgama fino ra non roveto (o non riuscito). Pertanto l’effetto è di sorpresa, ma la leggibilità annulla l’acrimonia per aver dovuto rinunciare a divertirsi e forse oziare. La lingua è moderna, sobria, certamente intonata. Ne risulta un piccolo campionario di poesie che tentano di unificare scienza e letteratura. Poesia colloquiale, intima, tra l’autrice e i lontani interlocutori, che rendono più esplicita la risoluzione di “armonia” tra scienze e letteratura. Con un buon esito.
Da un articolo di Ottavio Rossani
Corriere della Sera – Sezione poesia